L’abito non fa il monaco (ma la lingua sì).

L’abito non fa il monaco (ma la lingua sì).

Oggi Rita (anni 7, bilingue italiano/inglese-nigeriano) mi ha detto, Maestra quando parli italiano la tua voce cambia.

E come? ho chiesto.

Non lo se ma sei diversa.

Diversa come?

Diversa che sembri un’altra.

E quale di noi due ti piace di più: quella che parla inglese o italiano?

Inglese.

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Rita ha fatto un’osservazione degna di una neuro-linguista, perché sì: le personalità cambiano quando cambiamo lingua. Questo ci dicono gli esperti. Una lingua è il risultato di norme, valori, aspetti culturali condivisi da una comunità che li abbraccia e li fa riflettere nel proprio codice linguistico. Per questo quando si cambia registro linguistico spesso è come indossare “abiti” differenti, nei quali a volte non ci si sente se stessi al 100%
Uno dei fattori che spiegano questo fenomeno è stato definito priming, ovvero l’attivazione della memoria: parlare una lingua attiva in noi le esperienze e la cultura ad essa associata.

Quando iniziamo a parlare, mettiamo in atto una serie di atteggiamenti, comportamenti, modi di comunicare specifici di quella lingua. Ad esempio  usiamo un certo linguaggio del corpo tipico della cultura corrispondente, un certo tono e volume di voce, un particolare modo di approcciarsi alla discussione. Ci possiamo sentire diversi perchè effettivamente ci muoviamo, usiamo il corpo e comunichiamo in modo differente, in linea con quella cultura.

Inoltre usando una specifica lingua, si adottano tutta una serie di significati, valori e abitudini, veicolate dalle parole, e caratteristici di quel contesto. Parlando si attiverebbe quindi questa “cornice culturale” diversa da una lingua all’altra.

L’abito non farà il monaco, ma la lingua sì, eccome!

Ci saranno presto delle novità!